Cosa serve per aprire un negozio online - La mia ditta online

Cosa serve per aprire un negozio online

Come aprire un negozio online: In una fase storica particolarmente dedicata, molte attività commerciali per poter sopravvivere hanno capito quanto sia importante puntare fortemente sull’e-commerce: dall’abbigliamento ai dispositivi tecnologici, dagli articoli per la casa ai prodotti alimentali, è palese che l’economia globale vada incontro ad un vero e proprio rimodellamento. Pertanto, avere una panoramica ben chiara sia su come aprire un portale di e-commerce che su come si registrano gli incassi rappresenta di sicuro un’ottima base di partenza in materia.

Apertura di un e-commerce: tutto quello che occorre sapere

Prima di tutto, è necessario precisare che, in termini normativi, l’e-commerce può essere diretto oppure indiretto. Quali sono le differenze che intercorrono a livello di procedimento tra queste due diverse soluzioni?
Nell’e-commerce diretto, l’intero processo di acquisto avviene mediante internet. Il che significa che il bene o il servizio acquistato, essendo di natura digitale, può essere scaricato al volo. L’intervento umano, a favore del cliente, è praticamente nullo.
Nell’e-commerce indiretto, il processo avviene solo parzialmente mediante internet. Il che vuol dire che l’ordine ed il pagamento sono effettuati online, ma la consegna è fisica. E-bay ed Amazon rappresentano in tal senso i due esempi più lampanti di e-commerce indiretto.
L’importanza di questa distinzione è fondamentale principalmente per individuare tutti i soggetti che hanno l’obbligo di emettere fattura.

IVA: come viene applicata nell’e-commerce indiretto

L’e-commerce indiretto è costituito da transazioni di natura commerciali che si contraddistinguono per questi aspetti:
– sia la cessione giuridica del bene che la conclusione del contratto tra l’acquirente e l’esercente avvengono sostanzialmente in formato telematico; – la consegna dell’articolo che l’acquirente ordina avviene mediante i classici canali. In termini di IVA, nel commercio elettronico indiretto, la cessione degli articoli rientra nella categoria di “vendita per corrispondenza”. Ne consegue che, in ottica IVA, si applicano norme di tipo interno, comunitario ed internazionale.
Per ciò che concerne le transazioni di e-commerce indiretto, occorre precisare che queste risultano strettamente collegate al Paese del committente.

Come viene applicata l’IVA nelle operazioni interne di e-commerce indiretto?

Le disposizioni del DPR n.633/72 disciplinano l’applicazione dell’IVA nelle operazioni di commercio elettronico fra individui che hanno la residenza in Italia.
Se il cliente è un privato, allora si applica la stessa disciplina inerente alle vendite per corrispondenza.
Ne consegue che, sulla base di quanto indicato all’interno della Risoluzione n. 274/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate, per le operazioni in questione non vige né l’obbligo di fattura, a meno che il cliente non la richieda quando viene effettuata la cessione, né tanto meno la certificazione dei corrispettivi attraverso il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino.
Sempre tenendo conto delle disposizioni del DPR n.633/72, in relazione ai corrispettivi giornalieri delle vendite, è opportuno constatare che vanno annotati in un registro appropriato. L’annotazione va eseguita massimo entro il giorno non festivo seguente a quello in cui l’operazione è stata effettuata. Naturalmente, precisando il giorno in cui è stata eseguita.
In relazione ai commercianti al minuto, lo scorporo dell’IVA deve essere effettuato con metodo matematico. Invece, per gli altri esercenti, che operano mediante un portale di e-commerce, vige l’obbligo di emettere la fattura per quanto riguarda le varie operazioni verso i clienti privati.

IVA: come si applica nel commercio elettronico diretto

L’E-commerce diretto si contraddistingue per il fatto che tutta l’operazione commerciale, a partire dalla cessione sino alla consegna dell’articolo, avviene in formato telematico per i beni digitali. Che si tratti di film, di software, di siti internet, di dati, di tracce musicali o di testi, questi risultano dematerializzati e poi soggetti al download.
Ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del Regolamento UE 282/2011, ne consegue che i servizi effettuati mediante canali elettronici presentano prestazioni sostanzialmente automatizzate. L’intervento umano, pertanto, è ridotto ai minimi termini. Senza la tecnologia dell’informazione, insomma, le operazioni non potrebbero concludersi.

Quali sono i tipi di servizi più diffusi fra quelli che vengono forniti dai canali elettronici?

La fornitura di siti internet e di servizi di web hosting, di immagini di giochi di musica, di film di testi e informazioni, ma soprattutto i corsi online.

Cessione e vendita online di beni immateriali

Ai sensi della normativa italiana, infatti, i beni di natura immateriali rientrano nella categoria delle prestazioni di servizi. L’obbligo di emissione di fattura, in questo caso, diventa effettiva nel momento in cui a richiederla è il cliente. A partire dal 1° gennaio del 2019, la fattura deve essere elettronica ed inviata mediante Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.
E per quanto riguarda le altre casistiche? Sostanzialmente, tocca all’esercente tenere il registro dei corrispettivi.

Cessione e vendita online di beni fisici

Per quanto riguarda la cessione e vendita online di beni fisici, è bene tenere conto che anche in questa casistica vi è l’esonero dall’obbligo di emissione di fattura, a meno che non sia il cliente a richiederla, nel momento in cui quest’ultimo porta a termine l’operazione.
Diverso è il caso in cui l’end-user sia un’impresa, dato che se l’acquisto è effettuato per apportare miglioramenti all’attività commerciali, vi è l’obbligo di richiedere l’emissione della fattura. Quest’ultima dovrà avvenire nel formato elettronico.
Essendo una vera e propria attività commerciale, nel caso dell’e-commerce si richiede sempre l’apertura della Partita IVA e l’iscrizione alla Gestione dei Commercianti INPS. Occorre pertanto compilare tutta una serie di moduli rientranti nella Pratica di Comunicazione Unica.
Nello specifico: – Modelli per l’INPS;
– Modelli per l’INAIL (qualora vi fossero dei dipendenti);
– Modelli per l’Agenzia delle Entrate;
– Modelli per il Registro delle Imprese;
– SCIA per il SUAP, ossia la Segnalazione Certificata per l’Inizio delle Attività per lo Sportello delle Attività Produttiv.
A questi modelli, poi, occorre affiancare anche le comunicazioni fiscali all’Agenzia delle Entrate.

Qual è il regime fiscale che va adottato?

Lo step seguente verte sul controllo del regime fiscale da impiegare. La scelta è fra il regime fiscale forfettario, nel caso di ricavi lordi che non superino la soglia di 50.000 euro all’anno; in alternativa, vi è il Regime Ordinario IRPEF a cui è connesso l’inquadramento in termini previdenziali.
Come si evince da tutta questa serie di adempimenti, la gestione della contabilità deve essere precisa e costantemente aggiornata: non devono registrarsi discrepanze fra la compilazione delle voci del conto in rapporto alla tradizionale gestione del punto vendita fisico.
Non è detto, ad esempio, che un’attività di e-commerce debba necessariamente andare incontro a tutta una serie di costi, tipici di un negozio fisico, come ad esempio quelli relativi alle spese del personale o del magazzino; allo stesso tempo, non è detto che un negozio fisico debba andare incontro a tutta una serie di costi, tipici di un’attività di natura e-commerce, come ad esempio le campagne SEO, gli investimenti su Facebook Ads o su Google Ads, l’hosting ed il dominio. Tutti i costi vanno opportunamente inseriti nelle rispettive voci di bilancio.

La normativa in materia di e-commerce si aggiorna di continuo

Gli aggiornamenti della normativa, per ciò che concerne l’e-commerce, sono frequenti. Quindi, per ovvi motivi, l’amministrazione contabile ne risente. Onde evitare sanzioni amministrative, è necessario prestare la massima attenzione a riguardo. Solo in questo modo, infatti, diventa possibile sfruttare appieno le potenzialità di un canale che, almeno in linea teorica, permette agli esercenti di uscire ben oltre ai confini locali e di rivolgersi potenzialmente al mondo. Chiunque, in qualsiasi posto, collegandosi al web, può imbattersi proprio su un determinato sito internet e, dopo aver visionato con cura il catalogo, può procedere all’acquisto degli articoli di suo gradimento.
Pertanto, l’amministrazione contabile di una realtà e-commerce necessita di continui aggiornamenti, anche perché differisce da quella di un punto vendita classico. Anche se non più di tanto.

Utilizzare software di tipo gestionale è oggigiorno fondamentale

Per stare al passo con i tempi, l’impiego di software di stampo gestionale è al giorno d’oggi praticamente imprescindibile: se impiegati nel modo migliore, infatti, offrono agli esercenti l’opportunità di gestire al meglio tutto il procedimento di acquisto e di vendita, partendo dall’emissione dell’ordine sino alla fatturazione. Il tutto, ovviamente, sempre tenendo conto delle normative in vigore.

Conclusioni
Tirando le somme, il mondo dell’e-commerce ha radicalmente cambiato il modo di fare gli acquisti: essendo praticamente aperti h24, i consumatori possono fare shopping nel momento in cui lo reputano opportuno, semplicemente standosene comodi sul loro divano di casa, evitando lo stress di fare la fila o di trovare parcheggio. C’è tutto il tempo necessario per valutare e confrontare, in termini di caratteristiche e di prezzi, i vari articoli. Infine, una volta ultimato l’acquisto, l’articolo viene ricevuto a casa o in ufficio nel giro di qualche giorno. Addirittura, con la consegna veloce, spesso direttamente in giornata.

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